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Qaṣīda
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Con il termine mwawmwbaqaṣīda (mwbqin arabo قصيدةmwbg?, al plurale mwbwqaṣāʾid ) si intende un componimento poetico proprio della poesia araba e poi del mondo islamico.
Sul piano tematico la mwcqqaṣīda può essere accostata a un mwcgpoemetto o a un'ode lirico-panegiristica di argomento molto vario.
Sul piano metrico essa è composta da versi doppi, in metro mwdarajaz, ed è rigorosamente monorima.
La mwdgqasida è il genere principe della poesia araba e islamica, sia perché è il genere poetico più antico della poesia araba sia perché essa risale alla tradizione preislamica ed è la matrice di tutti gli altri generi poetici.
Con la fondazione dell'impero arabo (VIII sec. d. C:) la mweaqaṣīda passerà dalla poesia araba a tutte le letterature islamiche, in particolare la persiana e la turca classiche, che ne trarranno anch'esse capolavori.
In quanto al suo raggio di diffusione nel Medio Oriente islamico, dalla Spagna all'India, da Istanbul al Marocco a Samarcanda, la mwegqaṣīda può essere accostata al nostro mwewsonetto, che dalla poesia siciliana è giunto a quella toscana e italiana ed è stato ripreso in Francia, Inghilterra, mwfaGermania, Spagna, Portogallo, divenendo una forma metrica peculiare nei secoli della letteratura europea, piegata dai singoli poeti ai temi più svariati e alle lingue più diverse. Come il sonetto è stato genere matrice sia dei componimenti interamente in quartine sia delle terzine dantesche, così, allo stesso modo, dal mwfqnasib (preludio) della mwfgqaṣīda si è sviluppato il mwfwghazal, un altro tipo di componimento fondamentale della letteratura islamica.
Contents
• Storia
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Storia
• Gli esempi più antichi di mwhaqaṣīda risalgono all'epoca mwhqpreislamica e sono frutto di una società organizzata tribale, sia che si trattasse di mwhgArabi mwhwnomadi che sedentari: essa era l'espressione artistica di popolazioni presenti non soltanto nella mwiaPenisola araba, ma anche nel territorio che si estende fino all'mwiqEufrate e all'odierna mwigSiria settentrionale.
• Come tutti i testi poetici arabi più antichi, anche le mwjaqasida furono trasmesse per secoli oralmente fino a venire fissate solo molto tardi in età imperiale, almeno 100 anni dopo. Molto si è discusso e ancor oggi si discute, come comprensibile, sulle origini di questa struttura propria della mwjqpoesia, sull'autenticità di quanto è a noi giunto.
• Come tutta la poesia preislamica anche la mwjwqaṣīda si sarà formata nella bocca dei poeti beduini che viaggiavano fra l'mwkaHegiaz, dove è la mwkqMecca, importante ospite di un santuario (la mwkgCaaba) anche preislamico, il regno tribale dei mwkwKinda, che sorse intorno al 500 d. C. nel centro della penisola nel mwlaNajd, e le due corti tribali del regno dei mwlqlakhmidi o dei mwlgghassanidi, posti a nord, al confine con Bisanzio e la Persia.
• Fra le mwnqqaṣīde preislamiche alcune sono definite come mwngmwnwmuʿallaqāt (le ‘appese’ o le ‘dorate’), sette mwoaqaṣīda ritenute punti di riferimento di tutta la tradizione poetica: esse sono quelle di mwoqImru l-Qays (della tribù dei Kinda), mwog῾Amr ibn Kulthūm, mwowal-Ḥārith ibn Ḥilliza, mwpaṬarafa b. al-ʿAbd, che visse alla corte di mwpqal-Ḥīra, mwpgZuhayr ibn Abī Sulmā, mwpwLabīd, mwqaʿOmar b. Abī Rabīʿa e mwqqʿAntara ibn Shaddād.
Struttura e temi
• La struttura della mwrqqaṣīda è stata codificata nel mwrgIX secolo da mwrwIbn Qutayba (828-889). Questo letterato nel mwsaKitāb al-shiʿr wa l-shuʿarāʾ, il mwsqLibro della poesia e dei poeti, ha schematizzato la mwsgqaṣīda fornendo una norma dei temi principali che caratterizzavano questa forma poetica.
• Al principio del poema vi è il preludio amoroso detto mwtanasib che prende lo spunto dal tornare del poeta in un luogo dove, in un tempo anche molto addietro, aveva incontrato la donna. I malinconici ricordi sono destati dalla visione degli mwtqatlal, i resti di un mwtgaccampamento nomade ormai abbandonato dalla tribù dell'amata, tribù che, a seconda delle stagioni, è costretta a spostarsi alla ricerca di acqua e di pascoli. Da questo spazio non più abitato dagli uomini e tornato a essere parte integrante della natura, il poeta dichiara la propria volontà di uscire da questa nostalgia in pochi versi, detti mwtwtakhallus, il liberarsi appunto, per riprendere il suo cammino.
• Inizia così la seconda parte della mwuqqaṣīda, il mwugrāḥil, il viaggio, elemento fondante della società araba antica, che il poeta affronta in compagnia della sua fida cavalcatura
• Si inserisce qui la descrizione (mwvawaṣf) del mwvqdromedario o mwvgcavallo o di tempeste o eventi atmosferici descritti dettagliatamente
• La fine metaforica di questo viaggio è l'ultima sezione della mwwaqaṣīda, cioè il mwwqfakhr (vanto) in cui il poeta vanta la propria discendenza tribale, o il mwwgmadīḥ (mwwwpanegirico) di un mwxamwxqsayyid tribale o di un re, o anche la satira (mwxghijāʾ) contro i nemici, o, più raramente, alcune massime morali, mwxwḥikam.
• Nella realtà questo schema non era così rigido come per tanto tempo è sembrato. Infatti da un confronto dei testi originali si può vedere come i poeti si sentissero liberi da vincoli tematici e abbiano introdotto i temi e i motivi più consoni all'occasione e alla propria ispirazione.
• Le mwygqaṣīda di lode si possono annoverare anche quelle devozionali, fra cui la mwywQaṣīda al-burda (mwzaIl mantello), nome che nella letteratura portano tre famose mwzqqasida di tre autori diversi (vedi voce apposita mwzgAl-Burda)
Struttura metrica
• La mwagqaṣīda è composta in metro mwawrajaz, il metro più antico della poesia araba dal quale si svilupperanno tutti i successivi. Essendo la poesia araba mwbaquantitativa, lo schema del metro mwbqrajaz è مستفعلن مستفعلن مستفعلن (x-u- x-u- x-u, dove x è la sillaba indifferente e u la sillaba breve). Sono previste alcune possibili sostituzioni, ovviamente, come nella poesia greca e latina,
• La mwbwqaṣīda è costituita da versi doppi e ogni verso è rimato ad eccezione del primo, in cui rima anche il primo emistichio (spesso i versi della poesia islamica, che sovente sono doppi, vengono trascritti uno sotto l'altro, generando l'idea errata nel lettore che i versi siano rimati in modo alterno, ma non è così). La qasida è rigorosamente monorima.
• Riportiamo come esempio i primi due versi della famosa mwcqqaṣīda di mwcgImru l-Qays, la più antica del mondo arabo (V a. C.) una delle mwcwmwdaMuʿallaqāt (le rime sono segnate in maiuscolo):
v. 1: qifa nabki min dhikra habbin wa manzILI - bi siqti l-liwa bina d-Dukhuli fa HauMALI
v. 2: fa-tudiha fa-l-maqrati lam ya'fu rasmuha - lama nasagiatha min gianubin wa shaM'ALI
e via di seguito. Se si potesse fare un paragone in italiano suonerebbe qualcosa come (le rime sono in maiuscolo):
v. 1 Nel mezzo del cammin di nostra VITA - la mia diritta via era SMARRITA.
v. 2 Un giorno in mezzo ad una selva oscura - ai piè mi ritrovai di una SALITA.
v. 3 Ma non era mio ingegno mai volare - con l'alma che io porto in me SPAURITA.
v. 4 Io lo seppi ed in me nel cuore vidi - il viso di Medusa ANGUICRINITA,
.
e via di seguito ancora, dove ogni verso è rigorosamente staccato di senso dagli altri, come perle di una collana, come dice la tradizione.
Diffusione nel mondo musulmano
• La mwgqqaṣīda ha resistito alla conversione dall'Islam del popolo arabo (622 d. C) e si è adattata alla società islamica che si veniva profilando con le conquiste e la fondazione dell'impero, prima col mwggcaliffato mwgwomayyade, con sede a Damasco, e dopo con gli mwhaAbbasidi di Baghdad. Nelle corti dei califfi e dei re la mwhqqaṣīda diviene la forma poetica dell'ufficialità per cui il poema subisce lentamente delle modifiche: il tradizionale mwhgnasib elegiaco viene ora arricchito dalla descrizione di giardini eleganti, ad esempio, il cavallo e il cammello portano ora bardature galanti, al cielo stellato si sono sostituiti i soffitti decorati e le logge di marmo, mentre la lode un tempo diretta alla tribù o al poeta, viene indirizzata da ora al principe committente. A volte invece il tema amoroso e quello del viaggio possono anche sparire mentre il panegirico diventa il tema fondamentale, per lodare il sovrano, ricordarne le imprese, cantare matrimoni e nascite, piangere morti, denigrare i nemici, temi per cui il poeta era pagato e mantenuto dal sovrano.
• Con l'avvento della mwiadinastia abbaside di Baghdad, inizia il lento tracollo e la fine dell'egemonia culturale degli Arabi in seno all'impero, la mwiqqaṣīda è stata presa a modello da altre letterature: a partire dal 900 d. c. circa, infatti, si cominciarono a comporre mwigqaṣīde anche in mwiwpersiano e nel mwjasecolo XI in mwjqebraico, così come in mwjgturco osmanli, in mwjwurdu, mwkacurdo, mwkqpashto, mwkgmalese, mwkwindonesiano e nelle lingue dell'Africa occidentale quali lo mwlaswahili e il mwlqhausa. Anche in diverse parti del mondo mwlgberbero sono presenti mwlwcomponimenti letterari che traggono il nome dalla mwmaqaṣīda, solitamente poemi di una certa lunghezza e di argomento perlopiù religioso (denominati, a seconda dei luoghi, mwmqtaqsitt o mwmgleqsidet).
• Nel mwnaXIX e mwnqXX secolo, in particolare nel periodo mwngcoloniale, la mwnwqasida ha assunto nuovamente una funzione centrale ad opera di poeti neoclassici come mwoaAhmad Shawqi e Hafiz Ibrahim in mwogEgitto e Ma'ruf al-Rusafi in mwpaIraq che in parte ripresero i temi tradizionali accanto a nuove problematiche come quelle sociali e politiche. Oggigiorno la mwpqqaṣīda, pur restando in auge presso i mwpgbeduini del mwpwVicino Oriente, ha perso la sua centralità a vantaggio di forme poetiche più moderne come la poesia libera.
• Sempre nel XX secolo, diversi autori di mwqglingua spagnola hanno recuperato ed impiegato la mwqwqaṣīda nei propri componimenti, per quanto non rispettando in essi la forma araba classica, sì che l'unico elemento a collegarli con il genere originale è un sentimento delicato di nostalgia e mancanza, in un orizzonte tematico generalmente erotico. Primo, e più conosciuto, è lo spagnolo mwraFederico García Lorca che nel suo mwrqPoeta en Nueva York e soprattutto in mwrgDiván del Tamarit include un buon numero di mwrwcasidas e mwsagacelas (mwsqqasida e mwsgghazal).
Bibliografia
• mwtgQasida Poetry in Islamic Asia & Africa, ed. by Stefan Sperl & Christopher Shackle, 2 voll., Leiden, Brill, 1996.
Collegamenti esterni